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Città di Asolo Provincia di Treviso - Regione del Veneto

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Contenuto

Comunicato

Comunicato

Comune:

Asolo

Data:

30/11/2015 00:00

Oggetto:

Vita oltre la morte, dalla morte all'aldilà: dottrine, credenze, miti, superstizioni

Descrizione:

 

CONVEGNO INTERNAZIONALE

 

VITA OLTRE LA MORTE

DALLAMORTEALLALDILÀ:

DOTTRINE, CREDENZE, MITI, SUPERSTIZIONI

 

ASOLO Sala Consiliare Palazzo Beltramini - 6 DICEMBRE 2015

 

 

Nasce una nuova collaborazione tra la Città di Asolo e VAIS, Venetian Academy of Indian Studies, con il convegno internazionale “Vita oltre la morte. Dalla morte all’aldilà: dottrine, credenze, miti, superstizioni” che si è svolto per la prima parte a Verona e si concluderà ad Asolo domenica 6 dicembre.

Abbiamo accolto con piacere e vivo interesse la proposta della VAIS di ospitare la seconda parte del convegno nella nostra città” spiega Gerardo Pessetto, Assessore alla Cultura del Comune di Asolo, “perché riteniamo che solo allargando i nostri orizzonti culturali sia possibile leggere i fenomeni sociali che attraversano il nostro tempo. La nostra città ha sempre dimostrato una predisposizione all’accoglienza e una apertura verso differenti tradizioni, dimostrando l’impegno di una internazionalizzazione culturale dai tempi della Regina Cornaro fino ai giorni nostri in cui Asolo è conosciuta come la Città dei 100 orizzonti. L’occasione di questo convegno, che grazie alla disponibilità della VAIS ci auguriamo possa diventare un appuntamento fisso per la nostra città, ci consente di aprire un sipario sui grandi temi spirituali da sempre al centro della speculazione dell’uomo e che, proprio per questo, sono patrimonio di tutte le grandi religioni.”

La VAIS, Venetian Academy of Indian Studies, emanazione del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia,” spiega il suo Presidente, prof. Gian Giuseppe Filippi, “è nata per offrire approfondimenti di alto profilo culturale anche al di fuori dello stretto ambito universitario. La nostra Associazione, da oltre due decenni, organizza conferenze e appuntamenti dedicati alla cultura orientale, focalizzati in particolar modo sulle tradizioni del subcontinente indiano che è stato culla delle più importanti correnti di pensiero dell’Asia. Negli anni, però, abbiamo identificato alcune tematiche che meritavano un approfondimento da più angoli di visuale e in questo ci sono stati preziosi tanti studiosi e colleghi, che sono diventati un riferimento fisso per allungare lo sguardo sulle grandi culture del passato e su quelle ancor oggi viventi nelle diverse parti del pianeta. Se quest’anno non potrà partecipare al convegno il carissimo padre Boghos Levon Zekiyan, chiamato a ben più alte responsabilità come Arcivescovo di Costantinopoli, nuovi amici si sono aggiunti per portare il loro importante contributo come il prof. Jishnu Shankar, indologo della Austin University, Texas, e le etnologhe Fidela Encarnación Plata e Patricia Gallardo Arias della Universidad Intercultural de Hidalgo in Messico. Questi appuntamenti di confronto interculturale stanno dunque allargando sempre più il loro raggio d’interesse e proprio per questo desidero esprimere un particolare ringraziamento alla Città di Asolo che ci hanno permesso di organizzare un evento di tale portata, con relatori impegnati ad affrontare il delicato, ma fondamentale, tema della morte e dell’aldilà sotto tutte le latitudini.”

Il convegno è libero e aperto a tutti,” sottolinea l’Assessore Pessetto, “ed è stato diviso in due sezioni, quella Occidentale al mattino e quella Orientale al pomeriggio, in modo che, chi non potesse partecipare all’intero svolgimento dei lavori, potrà facilmente scegliere l’area culturale di proprio interesse. Mi auguro che l’appuntamento possa essere apprezzato non solo dalla cittadinanza asolana, ma da tutti coloro che desiderano approfondire uno dei temi più centrali su cui tutti noi da sempre ci interroghiamo.”

 

 

Breve presentazione del convegno

 

A seguito del successo registrato con il convegno “La fine dei tempi nelle tradizioni d’oriente e d’occidente” (Verona, 14-16 giugno 2013) la VAIS si è impegnata a organizzare un simposio che intendesse proseguire il medesimo tema, ma avendo in vista, questa volta, i destini personali dell’individuo umano. Escatologia in un’ottica microcosmica, si potrebbe definire. Lo studio di come le diverse tradizioni, religioni, ancora viventi o già estinte, unitamente a credenze arcaiche inconsapevolmente tramandate dal folclore, abbiano concepito e descritto ciò che avviene quando la vita s’esaurisce, meraviglia e affascina il ricercatore. La rappresentazione delle possibili condizioni postume di ciò che sopravvive, sia esso l’anima, lo spirito, la larva del defunto o altro, si presenta come un affresco grandioso che sfida l’immaginazione e che le diverse dottrine tendono a descrivere in termini speculativi.

Pur nella grande varietà di concezioni, implicanti cosmografie escatologiche complesse, persino presso popolazioni considerate “primitive” – concezioni che vanno dal trimundio dantesco alla catena dei mondi di trasmigrazione dell’induismo, buddhismo e pitagorismo, dal viaggio verso i mondi sotterranei al seguito d’uno psicopompo, alla minuziosa descrizione di pene e premi nei diversi domini raggiunti da chi ha abbandonato il corpo –, la certezza della sopravvivenza costituisce un elemento comune a tutte le varie immaginazioni culturali. Diciamo immaginazioni e non fantasie, perché ciò di cui si tratta non è affatto frutto di fantasticherie bizzarre, ma piuttosto di una razionale elaborazione, trasposta e simbolica, di immagini tratte dal mondo percepito per descrivere l’invisibile. Il risultato di questa attenta riflessione, di ispirazione spirituale, carico di significati ontologici e morali, ha anche espresso una iconografia e dei rituali funebri fortemente evocativi.

La corrente spiegazione psicologica, per cui tutto questo complesso concetto dell’aldilà è stato creato dalla mente umana a mero scopo consolatorio, appare alquanto semplicistica, considerando che il rifiuto della sopravvivenza dopo la morte sarebbe, come lo è di frequente ai nostri giorni, una comoda motivazione per godere dei piaceri della vita senza freno alcuno. In realtà la riflessione profonda sul prosieguo della vita in seguito alla separazione dal corpo, distingue l’uomo dal bruto che, al massimo, considera la morte dei propri simili soltanto come fenomeno biologico.

I relatori affronteranno l’argomento del Convegno da angolature diverse, sulla base delle loro specificità e in una prospettiva d’apertura comparativa.

 

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