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Comunicato

Comunicato

Comune:

Asolo

Data:

02/12/2016 00:00

Oggetto:

Due dipinti del Museo di Asolo esposti alle Gallerie d’Italia di Milano nella mostra Bellotto e Canaletto: LO STUPORE E LA LUCE

Descrizione:

Due dipinti del Museo di Asolo esposti alle Gallerie d’Italia di Milano nella mostra

Bellotto e Canaletto: LO STUPORE E LA LUCE

 

I celeberrimi Capricci di Bernardo Bellotto di proprietà del Museo Civico di Asolo sono temporaneamente in prestito a Milano, alle Gallerie d’Italia nella mostra Bellotto e Canaletto: lo stupore e la luce.

 

La mostra è stata inaugurata lo scorso 24 novembre e rimarrà aperta fino al 5 marzo 2017.

 

Il percorso espositivo della rassegna illustrerà uno dei più affascinanti episodi della pittura europea: il vedutismo veneziano. Due artisti, legati da vincolo di sangue, riuscirono infatti a trasformare questo particolare genere nella corrente d’avanguardia che tanto caratterizzò il Settecento. Canaletto riuscì ad imporsi sul teatro europeo grazie ai particolari procedimenti compositivi, risultato del razionalismo di matrice illuminista e delle più moderne ricerche sull’ottica, mentre Bellotto, sviluppò e interpretò in maniera del tutto personale e originale i segreti della tecnica appresa.

La rassegna offre dunque l’opportunità di un confronto tra due soluzioni pittoriche, restituendo anche un eloquente panorama sull’Europa del tempo e sulla sua classe dirigente, che fece a gara per commissionare i dipinti ai due grandi veneziani.

I dipinti provenienti dal Museo asolano sono Capriccio con ruderi di un arco di un tempio romano , in cui Bellotto sperimenta nuovi tagli prospettici, isolando gli antichi monumenti e potenziandone l'immagine mediante giochi di luce e d'ombra che amplificano al massimo il taglio scenografico e Capriccio con ruderi di un arco di trionfo.

I due Capricci, olii su tela, sono stati restaurati a Treviso nel 2011 e già esposti in varie mostre anche internazionali (ricordiamo l’ultima a Parigi presso il Museo Jacquemard-Andrè conclusasi nel gennaio 2013)

 

Eseguiti tra il 1742 e il 1743 fanno parte di un ciclo di tele di simile formato e soggetto dipinte dal giovane Bellotto dopo il suo fondamentale viaggio a Roma. Dalla fedele veduta degli scorci monumentali di Roma passa al libero capriccio, in cui gli edifici vengono combinati in modo eclettico con architetture di fantasie in un suggestivo montaggio.

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